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Toccami
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I progetti di Maider López attingono al quotidiano —piccoli gesti e situazioni ordinarie che, amplificati, hanno il potere di perturbare ciò che sembrava stabilito, aprendo nuove possibilità di connessione con gli altri e con l'ambiente. Questa attenzione al minore implica anche una riflessione sul tempo: molte delle sue opere ci invitano a fermarci, a prendere coscienza, a sperimentare e a generare ricordi che permangono nella coscienza individuale e collettiva, oltre il momento fugace dell'azione.
In un momento in cui la nozione di collettivo dovrebbe essere vista come una necessità, la dimensione sociale della sua pratica acquista particolare rilevanza. Il suo lavoro attiva dinamiche partecipative che ci invitano a pensare e a vivere il collettivo attraverso la pratica artistica.
Il titolo, Ukitu [Toccare], si riferisce alla capacità dell'artista di destabilizzare e trasformare i contesti in cui lavora, così come alla centralità del senso del tatto in alcuni dei suoi progetti recenti. Evoca anche la dimensione affettiva dell'arte —come tocchiamo e ci lasciamo toccare.
Il libro include il saggio "Touching and Disrupting" del curatore della mostra Aimar Arriola, e una conversazione tra Maider López e Hans Ulrich Obrist, in cui approfondiscono temi come la creazione di collettività temporanee, lo spazio pubblico e la capacità dell'arte di generare sistemi di relazione e trasformazione.
Maider López (San Sebastián, 1975) sviluppa il suo lavoro attraverso interventi nello spazio pubblico e nell'architettura. I suoi progetti spesso richiedono la partecipazione dello spettatore, che diventa parte di un ambiente sottilmente alterato. Il suo lavoro è stato ampiamente esposto sia a livello nazionale che internazionale, tra cui alla Biennale di Venezia (2005), alla Biennale di Sharjah (2009) e alla Biennale di Istanbul (2013).
Tra le sue mostre personali, progetti e azioni ci sono: Tocar el Museu, Museu d’Art Modern, Tarragona (2024); Arnasa, Museo de Bellas Artes, Bilbao (2022); Art is happening, Statens Konstråd, Svezia (2019); 1645 Tizas, Matadero Madrid (2016); Desplazamiento, Koldo Mitxelena, San Sebastián, e MARCO, Vigo (2015); Mountain, Bassa Austria Contemporanea (2013); Polder Cup, Skor e Witte de With, Paesi Bassi (2010); Éclats, Centre Pompidou-Metz (2010); Towada Art Center, Giappone (2010); Line of Sight, Zendai Museum of Modern Art, Shanghai (2008); AdosAdos, Guggenheim Bilbao (2007); e Columnes, CaixaForum, Barcellona (2006).
Testo: Aimar Arriola
Lingua: basco, spagnolo e inglese
Include una conversazione tra Maider López e Hans Ulrich Obrist
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