Residenti di Ibiza Occupano Cala Saladeta in Protesta Anti-Turismo: “L'Isola Non È in Vendita”

Pubblicato il 01 September 2026 alle 04:14

Ibiza è stata teatro di un'altra sorprendente protesta contro il turismo di massa, con circa 100 residenti riunitisi a Cala Saladeta domenica per riappropriarsi di una delle spiagge più famose dell'isola e chiedere un futuro diverso per l'isola.

Organizzato dall'Associació de Joves d’Eivissa (Joves d’Eivissa), l'evento è stato chiamato Xindriada Popular — un raduno in spiaggia volutamente informale incentrato su anguria, nuoto, giochi e passare del tempo insieme — ma portava un serio messaggio sulle pressioni che i residenti affermano di affrontare.

Invece di tenere una convenzionale manifestazione di strada, gli organizzatori hanno scelto di occupare e godersi la spiaggia, sostenendo che gli spazi pubblici di Ibiza dovrebbero rimanere accessibili alle persone che vivono sull'isola tutto l'anno.

“Ovunque guardi, è tutto turisti”

Diversi striscioni sono stati esposti durante l'incontro, inclusi messaggi tradotti come “Ovunque guardi, è tutto turisti” e “L'isola non è in vendita.”

La scelta di Cala Saladeta è stata deliberata.

La spiaggia, vicino a Sant Antoni, è uno dei luoghi costieri più noti di Ibiza e diventa estremamente affollata durante la stagione estiva. Gli organizzatori hanno sostenuto che la popolarità di luoghi come Cala Saladeta ha reso sempre più difficile per i residenti godersi le proprie spiagge nei mesi in cui il turismo è al suo apice.

L'evento è stato quindi presentato non semplicemente come una protesta contro i visitatori, ma come un modo per riappropriarsi fisicamente di uno spazio pubblico per i residenti.

Una giornata in spiaggia con un messaggio politico

I partecipanti sono arrivati ​​dalla mattina presto, con rapporti locali che stimano la partecipazione a circa cento persone o poco più.

Hanno portato anguria, giocato, nuotato e trascorso la mattinata insieme in spiaggia, esponendo anche striscioni e leggendo un manifesto che illustrava le loro preoccupazioni.

Il formato insolito era intenzionale.

Joves d’Eivissa aveva precedentemente spiegato che difendere l'accesso dei residenti alle spiagge di Ibiza non richiede necessariamente una dimostrazione tradizionale. Il loro argomento era che semplicemente usare gli spazi pubblici dell'isola come residenti può diventare di per sé una forma di protesta.

Il gruppo aveva incoraggiato le persone a venire a Cala Saladeta dalle 8-9 del mattino circa, con trasporto gratuito da Sant Antoni anche organizzato per i partecipanti.

“Ibiza è al limite”

Il manifesto consegnato durante l'incontro ha allargato la questione ben oltre le spiagge affollate.

Gli organizzatori hanno sostenuto che Ibiza è “al limite”, sottolineando la pressione che il turismo esercita sugli spazi pubblici, le aree naturali, le infrastrutture e la vita quotidiana dei residenti.

Hanno in particolare evidenziato la situazione che i giovani devono affrontare, sostenendo che la combinazione di costi abitativi in ​​aumento, prezzi dei prodotti alimentari e il costo generale della vita sta rendendo sempre più difficile per i residenti costruire una vita sull'isola.

Secondo i manifestanti, la crescita del turismo di lusso ha anche creato un netto contrasto tra l'isola commercializzata come destinazione internazionale premium e la realtà affrontata da molte persone che vi vivono tutto l'anno.

La loro critica è diretta al modello turistico, piuttosto che semplicemente ai singoli visitatori.

Chiedono la “decrescita turistica”

Una delle richieste più forti di Joves d’Eivissa è un cambiamento nel modello economico e turistico di Ibiza.

Il gruppo sostiene il “decreixement turístic” — decrescita turistica, sostenendo che l'isola non può continuare ad aumentare la pressione turistica indefinitamente senza influenzare il territorio e la qualità della vita dei residenti.

Sostengono che Ibiza è diventata sempre più dipendente dal turismo per l'occupazione e l'attività economica, mentre la cultura locale e la vita quotidiana rischiano di essere relegate in secondo piano.

L'associazione ha descritto la sua visione come un movimento verso un'Ibiza più sostenibile, più abitabile e più rispettosa dei suoi residenti e dell'ambiente.

L'alloggio è una delle questioni più grandi

L'alloggio è al centro del dibattito più ampio.

I manifestanti affermano che l'aumento dei prezzi degli alloggi e delle proprietà, combinato con il più ampio costo della vita, sta rendendo sempre più difficile per i giovani nati o cresciuti a Ibiza rimanere sull'isola.

Sostengono inoltre che un'economia fortemente orientata al turismo può lasciare i residenti più giovani con opzioni limitate al di fuori del settore.

Questo è uno dei motivi per cui l'ultima protesta ha attirato l'attenzione al di là della questione delle spiagge affollate.

Per gli organizzatori, potersi permettere di vivere a Ibiza e poterne godere degli spazi pubblici fanno parte della stessa conversazione.

Sostegno dai gruppi ambientalisti

La protesta ha ricevuto anche il sostegno di GEN-GOB Eivissa, una delle maggiori organizzazioni ambientaliste di Ibiza.

GEN-GOB ha accolto con favore il fatto che i giovani stessero prendendo l'iniziativa e parlando pubblicamente delle pressioni che affliggono l'isola.

Il gruppo ambientalista ha chiesto che il manifesto e le richieste emerse dalla protesta siano condivise più ampiamente, collegando l'azione a Cala Saladeta con il più ampio dibattito balearico sui limiti del turismo e la pressione sul territorio e le risorse naturali.

Non si trattava solo di Cala Saladeta

La Xindriada fa parte di una serie di azioni guidate dai residenti che si stanno svolgendo a Ibiza quest'estate.

Solo pochi giorni prima, i residenti si erano riuniti a La Marina de Ibiza per un altro evento comunitario volto a riappropriarsi dello spazio pubblico.

Le due azioni hanno utilizzato contesti molto diversi ma avevano un messaggio simile: i residenti vogliono poter utilizzare luoghi della propria isola che sentono essere diventati sempre più dominati dal turismo durante l'estate.

A Cala Saladeta, ciò significava trasformare una spiaggia estiva affollata in una giornata comune per i residenti locali.

A La Marina, significava riunirsi per un pasto condiviso.

Entrambe le azioni intendevano dimostrare che lo spazio pubblico può essere recuperato attraverso attività quotidiane, non solo attraverso dimostrazioni tradizionali.

Altre proteste potrebbero arrivare

Joves d’Eivissa ha indicato che l'azione di Cala Saladeta non sarà la sua ultima mobilitazione.

L'associazione ha anche annunciato piani per protestare contro la proposta di espansione dell'aeroporto di Ibiza, collegando il dibattito sull'aeroporto alla sua più ampia critica alla continua crescita del turismo e al modello di sviluppo dell'isola.

Ciò significa che la discussione sui limiti del turismo a Ibiza probabilmente continuerà ben oltre la fine della stagione estiva.

Il governo afferma che Ibiza sta già agendo

Le proteste hanno anche provocato una risposta dalla leadership politica di Ibiza.

Il presidente del Consell de Ibiza Vicent Marí ha affermato che l'isola sta già adottando misure per controllare la pressione turistica e ha descritto Ibiza come un pioniere nella lotta contro l'eccesso di turismo.

Tra le misure che ha evidenziato ci sono restrizioni all'ingresso dei veicoli, sforzi per combattere l'attività turistica illegale e una maggiore promozione del trasporto pubblico.

Marí ha anche sostenuto che l'isola dovrebbe concentrarsi sulla qualità piuttosto che sulla quantità e ha respinto l'idea che il modello turistico di Ibiza sia esclusivamente focalizzato sul lusso.

Ciò crea una divisione sempre più visibile nel dibattito: mentre le autorità indicano le misure già introdotte per controllare la pressione turistica, i gruppi di residenti sostengono che sono necessari cambiamenti molto più fondamentali.

Un'immagine diversa di Ibiza

Le scene di Cala Saladeta sono sorprendenti proprio perché la protesta ha avuto luogo in una delle località che attira i visitatori stessi al centro del dibattito più ampio.

Non ci sono state barricate o scontri importanti.

Invece, i residenti sono arrivati con asciugamani, anguria, striscioni e abiti da spiaggia — e hanno trascorso la mattinata a nuotare, giocare e godersi la costa.

Per gli organizzatori, questo era il punto.

Il loro messaggio era essenzialmente che le spiagge di Ibiza non dovrebbero diventare luoghi che i residenti possono godere solo al di fuori della stagione turistica.

La protesta riflette una questione più ampia che ora viene dibattuta in tutta Ibiza e nelle Isole Baleari:

Quanto turismo possono ospitare le isole pur rimanendo luoghi in cui la gente del posto può permettersi di vivere, lavorare e godersi la propria casa?

Per Joves d’Eivissa, la risposta è che il modello attuale è andato troppo oltre — e che l'isola ha bisogno di iniziare a muoversi in una direzione diversa.

La protesta di Cala Saladeta potrebbe essere sembrata una giornata in spiaggia, ma il suo messaggio era molto più grande:

I giovani residenti di Ibiza rivogliono la loro isola.

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